Slurp di Marco Travaglio

Può un giornalista, anzi, il direttore di un importante quotidiano, salire sul palcoscenico di un teatro e fare spettacolo?
A quanto pare sì.
Marco Travaglio per quasi due ore e mezza intrattiene il pubblico del teatro Vittoria con il suo spettacolo Slurp, tratto dal suo omonimo libro del 2015, edito da Chiarelettere. marco-travaglio
La regia è di Valerio Binasco, anche se è difficile pensare a Marco Travaglio che si lascia dirigere. In ogni caso, non ci sono particolari movimenti di regia, giochi di luci o colpi di scena.
L’incipit dello spettacolo definisce sin da subito il clima e le intenzioni dell’autore: un parallelismo serrato, con la voce modificata a ricordare i discorsi del duce per radio, sulle agende settimanali di Benito Mussolini e quella di Matteo Renzi. Da questo momento in poi, Travaglio ripercorre la storia sociale, politica e giornalistica del nostro Paese, non risparmiando nessuno: da Vittorio Feltri, ad Alan Friedman, da Bruno Vespa a Gianni Riotta e, ovviamente, Giuliano Ferrara (il leit motiv dello spettacolo).
L’intento, nobile, è quello di denunciare, con l’ironia pungente che conosce bene chi legge gli articoli del direttore del Fatto Quotidiano, l’asservimento al potere dell’informazione tutta, dai telegiornali alla della carta stampata.
“Ogni servo ha il padrone che si merita e viceversa. I leccaculo non cambiano idea: cambiano soltanto culo. Per questo vediamo tante lingue trasferirsi da un culo all’altro, in maniera così imbarazzante”. Non a caso, il titolo: Slurp.
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Non uno spettacolo contro la “casta”, quindi, ma contro chi ne è al servizio e la supporta utilizzando i principali mezzi di informazione.
Slurp però si definisce recital teatrale, ma di teatrale c’è davvero poco. Innanzitutto Marco Travaglio e Giulia Salari (di cui sfortunatamente si intravedono soltanto le capacità, perché poco valorizzata) leggono per tutta la durata dello spettacolo. giulia-salemiSono pochissimi i momenti in cui gli interpreti, se di interpreti di può parlare, sollevano lo sguardo dal foglio e si rivolgono al pubblico, che è costretto ad ascoltare, di fatto, il collage di una cronaca tenuta insieme da ritagli di articoli, dichiarazioni, notizie tratte da questa o da quella testata in questo o quell’anno per quasi due ore e mezza. In qualche occasione persino l’attrice Giulia Salari si è estraniata e ha perso il filo del discorso.
Chi decide di salire su un palco con la pretesa di fare “satira” deve anche sapere che non è sufficiente informare il pubblico, ma intrattenerlo. Di esempi in Italia purtroppo ne abbiamo pochi, ma abbiamo avuto anche un grande maestro di questo genere: Dario Fo.
Ad un’accurata, attenta e morbosa ricerca di prove deve accompagnarsi anche la tecnica di saper stare sul palco di un teatro, che non è uno studio televisivo o una tribuna politica.

 

di Marco Travaglio
con Marco Travaglio e Giorgia Salari
regia di Valerio Binasco
produzione Promomusic
dall’11 al 13 dicembre 2015