Il caso della famiglia Coleman (La omisión de la familia Coleman)

Il caso della Famiglia Coleman, in scena al teatro Argentina dal 9 al 12 ottobre, è l’esempio di come si possa fare teatro di qualità anche quando tutte le condizioni esterne sono sfavorevoli.
Questo spettacolo nasce dalla penna e dall’impegno di Claudio Tolcharin che, in Argentina, in un periodo in cui i finanziamenti alla cultura scarseggiavano, ha pensato bene di ricreare nella sua abitazione una scuola per attori, una sala prova e persino un teatro. La dedizione e la passione dei professionisti di cui si è circondato hanno fatto il resto. Nasce così, in uno dei quartieri periferici di Buenos Aires, il Teatro Timbre4.
Il caso della famiglia Coleman dal 2005 calca i palchi e i festival più importanti nazionali e internazionali, toccando 22 paesi con oltre 1900 rappresentazioni all’attivo.
Il sipario è già aperto quando lo spettatore entra in sala e da subito si sente circondato, quasi asfissiato, dalla scenografia costituita da diversi pezzi di mobilio vecchio e scolorito e da stracci sparsi ovunque.
Man mano che i personaggi entrano in scena capiamo quanto sgangherata sia questa famiglia e quanto ambigui e anticonvenzionali siano i loro rapporti.
Sin da subito ognuno rivendica il proprio spazio, che viene puntualmente invaso da qualcun altro. La madre non ha superato la fase adolescenziale e non si sente responsabile in alcun modo per la sorte dei  figli, la nonna, invece, è il punto di riferimento, tanto che il suo ricovero lascia tutti spaesati e li costringe a trasferirsi in ospedale, pur di restare tutti insieme.
Da una parte, dunque, l’egoismo, la solitudine, la dissolutezza, che spesso sfocia in atteggiamenti violenti, mascherati da normalità. Dall’altra l’affetto e il legame indissolubile proprio dei vincoli di sangue, ma anche di chi ha sopportato e affrontato la vita insieme. Il tutto sapientemente armonizzato con humour e leggerezza.
Un dramma in cui l’egoismo individuale trionfa e la famiglia si rivela solo un luogo, nemmeno poi tanto sicuro, in cui sentirsi meno soli e deboli.
Gli attori, tutti in parte, interpretano i personaggi ognuno con la propria bizzarra personalità e modo di stare al mondo, mantenendo un ritmo serrato di recitazione per tutto lo spettacolo.
La scrittura drammaturgica mischia situazioni claustrofobiche a comicità surreale, sicuramente uno degli ingredienti che ha contribuito al successo della pièce, rendendola, in così poco tempo, un classico del teatro contemporaneo.
Il teatro Argentina ha permesso di conoscere Il Caso della famiglia Coleman in lingua originale anche al pubblico romano, peccato per i sopratitoli, che spesso non riportavano in sincro le battute, ma che comunque hanno permesso anche a chi non conosce lo spagnolo di poter seguire e comprendere lo spettacolo, pur perdendosi qualche battuta.

 

 


Scritto e diretto da Claudio Tolcachir
Con Cristina Maresca (Abuela), Miriam Odorico (Memé), Inda Lavalle (Veronica), Fernando Sala (Marito), Tamara Kiper (Gabi), Diego Faturos (Damiàn) Gonzalo Ruiz (Hernàn), Jorge Castaño (Médico)

Produzione TEATROTIMBRE4 // Maxime Seugé y Jonathan Zak

In lingua originale con sopratitoli in spagnolo.

Al Teatro Argentina dal 9 al 12 ottobre.